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venerdì 30 settembre 2016

compleanni e pensieri

Inspira. Espira. Inspira ed espira. Ancora una volta: iiiinnspira. Eeeespira.

[Certo, sarebbe tutto molto più facile se non avessi il raffreddore.]

Tira dentro l'aria e poi buttala fuori, cercando di raccogliere tutta la concentrazione e lo zen di cui disponi per far fronte al compleanno imminente di tua madre.
Domenica. Questa. A pranzo. Con i parenti.

Sorrisi non troppo veri e spontanei, mentre cerchi di ignorare senza grossi risultati tutte le cose che ti frullano per la mente. Che non vorresti essere lì in mezzo a quella confusione, ma in riva al mare a leggere un libro sotto al sole caldo degli ultimi giorni di settembre.
Con il cuore felice e la testa leggera.

Non pensare al domani, ma al presente. Anzi, ancora meglio: senza pensare.
Leggera come una piuma nel vento, che gira e rigira su se stessa, senza sapere quando si poserà, nè dove. Senza chiedersi se ripartirà con un nuovo soffio d'aria o se giacerà lì per sempre.

giovedì 28 aprile 2016

E' solo un sogno, nulla di reale

Baciami la fronte e non smettere di accarezzarmi i capelli, tra poco ti darò il cambio, te lo prometto.
Stringimi, come quella volta in campagna. Era mattina presto, il sole entrava timido dalla finestra della camera da letto e tu mi hai tirata a te, sussurrandomi qualcosa all'orecchio che ci ha fatto ridere, non curanti della giornata che stava iniziando.
Felici e senza pensieri, con l'unico desiderio di fermare il tempo.
Dio avrei pagato oro per fermare le lancette dell'orologio e vivere nel tuo abbraccio una vita intera.

venerdì 20 novembre 2015

Appunti di fantasia

E passare la domenica abbracciati guardando un qualsiasi programma televisivo, che l'importante è stare insieme, nient'altro. Sentire il tuo profumo, sempre quello. Ormai lo associo a te.
Se mi passa vicino qualcuno per strada che usa la tua stessa fragranza penso che sia un ladro d'identità. Come si è permesso? E' tuo. E di conseguenza anche mio. Quindi, posso permettermi di sentirmi violata, almeno un pochino.
Dicevo, abbracciati. Abbracciati e sdraiati su un vecchio divano, ormai sformato da tempo e sempre troppo stretto per entrambi.
Dobbiamo farci piccoli piccoli per poterci stare tutti e due, e quante volte arriva una gomitata sul tuo naso o una ditata nel mio occhio. 
I miei capelli che ti finiscono in bocca e tu mi chiedi di legarli, la coperta che ti chiedo di andare a prendere perchè ho freddo, o la coperta che ti chiedo di togliere perchè ho caldo...
Guardiamo la televisione e senza che ce ne rendiamo conto i nostri respiri si sincronizzano, prendendo lo stesso ritmo.
Mi piace appoggiare la testa sul tuo petto e ascoltare il tuo battito, mentre mi accarezzi la testa con dolcezza. Lo fai con una tale attenzione. Come se avessi paura di rovinarmi, sciuparmi, consumarmi.